Zucca in agrodolce: ricetta palermitana, detta ficatu ri setticannola.

Un racconto di tradizione culinaria, ingegno popolare e adattamento creativo. Una deliziosa ricetta che porta con sé la storia di un tempo in cui l'ingegnosità delle massaie trasformava ingredienti comuni in prelibatezze inaspettate.

La zucca in agrodolce è un piatto tradizionale della cucina povera palermitana. Si tratta di una ricetta semplice dove è impiegata la salsa agrodolce, tipica di moltissime ricette palermitane il cui scopo era quello di conservare più a lungo le pietanze. La zucca rossa in agrodolce è apprezzata come antipasto o versatile contorno e il tempo in cui questo piatto costituiva l’unico pasto della giornata, è solo un ricordo.

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La ricetta è facile e veloce da preparare, ma per gustare al meglio la zucca rossa in agrodolce è meglio cucinarla in anticipo e lasciarla riposare qualche ora, perché le note pungenti dell’aceto sono più forti quando l’aceto è caldo. Ideale lasciarla riposare lungamente per permettere alle note pungenti dell’aceto di fondersi con gli altri ingredienti in un’armonia di sapori.

Foto di suju-foto da Pixabay

Zucca in agrodolce, detta “ficatu ri setticannola”.

Questa zucca in agrodolce, soprannominata “ficatu ri setticannola” nel dialetto locale, rappresenta la capacità della cucina palermitana di reinterpretare i piatti aristocratici con ingredienti più accessibili, creando sapori unici e appaganti.

A Palermo, alcuni piatti della cucina popolare nascono come imitazione di quelli preparati dai prestigiosi cuochi a servizio dell’aristocrazia. In questi piatti, ingredienti meno costosi sostituivano gli originali, costosi e inaccessibili al popolo. Ben mimetizzati, con questi surrogati le massaie reinterpretavano i sontuosi piatti in chiave domestica.

Per fare qualche esempio: nella caponata le melanzane sostituivano il pesce capone; le sarde a beccafico emulavano nella forma piccoli uccelletti ripieni, e così via, fino a giungere alla zucca in agrodolce, denominata in dialetto anche ficatu ri setticannola (fegato dei settecannoli), dove ovviamente di fegato non se ne vede nemmeno l’ombra perché degnamente sostituito dalla zucca rossa.

Esistono due probabili origini del nome “fegato dei settecannoli”, una di queste fa riferimento al quartiere Settecannoli dove, secondo questa ipotesi, il piatto sarebbe stato inventato a imitazione del fegato all’agrodolce. L’altra ipotesi considera il luogo d’origine dell’invenzione la piazza della Vucciria, dove esiste la famosa fontana del Garraffello, che conta sette cannelli per l’uscita dell’acqua, precisamente sette cannoli come si dice in dialetto. Una volta dai sette cannelli della fontana sgorgava acqua considerata miracolosa e curativa, oggi la fontana, come tutto il resto della piazza, è abbandonata all’incuria.

Preparazione 15 minuti
Cottura 20 minuti
Riposo 2 ore
Tempo totale 2 ore 35 minuti

Zucca rossa in agrodolce alla palermitana.

di Biagio Barraco
Una ricetta di cucina tradizionale palermitana, facile, da fare e versatile in cucina.
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PortataAntipasto / Contorni / Secondo piatto
DifficoltàBassa
Porzioni 4 persone
Calorie a porzione 220 kcal

Il dato delle calorie riportato non è da ritenersi un consiglio alimentare o nutrizionale, i valori sono puramente indicativi.

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Ingredienti

Attenzione agli allergeni presenti.

Istruzioni

  • Lava la zucca e tagliala a fette spesse di circa mezzo centimetro. Sbucciale ed elimina i filamenti ed i semi interni.
    In una padella capiente versa l’olio di arachidi per friggere le fette di zucca. Man mano che queste sono pronte mettile a scolare.
  • Sbuccia l’aglio, dividi gli spicchi in due sulla lunghezza e privali dell’anima, quindi affetta gli spicchi sempre sulla lunghezza.
    Lava con cura le foglie di menta e lasciale asciugare sopra un canovaccio. In una tazza mescola aceto e zucchero e tieni la miscela da parte.
    In un pentolino lascia dorare l'aglio in olio d'oliva, dopo aggiungi il composto di aceto e zucchero e un pizzico di sale, quindi lascia sfumare qualche minuto.
    Sistema a strati la zucca in un piatto fondo e irrorala di salsa agrodolce. Lascia riposare almeno due ore al termine delle quali puoi trasferire la zucca nel piatto di servizio scolando l'eccesso di olio e rifinire il piatto con le foglie di menta, sale e pepe. Servire la zucca in agrodolce fredda!

Conclusioni.

Un piatto della cucina popolare palermitana d’imitazione con cui puoi assaporare la storia e la creatività di Palermo, un viaggio nei gusti autentici della cucina palermitana. Buon Appetito!

2 commenti su “Zucca in agrodolce: ricetta palermitana, detta ficatu ri setticannola.”

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