Scampi, canocchie o cicale

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Per scrivere questo post ho preso spunto da una delle tante discussioni che ho trovato sui social, riguardo questi amati e apprezzati crostacei. Nonostante questi vengano cucinati in tutti i modi, le discussioni dimostrano che, pur essendo alcuni di questi molto noti, in realtà sono poco conosciuti. Non è raro, infatti, che vengano confusi tra loro, o denominati impropriamente e alla fine non si capisce più se si sta parlando di scampi, canocchie o cicale di mare. Così mi sono preso la briga di mettere i tre crostacei a confronto per coglierne le differenze tra essi e imparare a riconoscerli.

scampi canocchie o cicale di mare

Scampi, canocchie o cicale – facciamo chiarezza.

Sicuramente uno dei crostacei più apprezzati in cucina è lo scampo. Questo è molto facile da riconoscere, perché tra i tre crostacei a confronto è l’unico a possedere un paio di lunghe chele affusolate.

Lo scampo dei tre crostacei è quello più comune e le sue carni, considerato di pregio sono impiegate in piatti dove può essere servito crudo.

Insalata di mare con gli scampi.

La canocchia, crostaceo meno pregiato dei tre, ha il carapace di colore grigio chiaro e non rosa come gli scampi. Rispetto a questi, è priva delle chele, ed è riconoscibilissima per le due macchie di colore scuro che si trovano sulla coda.

La carne delle canocchie, nonostante sia molto prelibata, è considerata di minor pregio. Essendo molto delicata la sua cottura è difficoltosa, se priva di carapace, può sciogliersi.

Linguine con salsa di canocchie.

Impropriamente la canocchia è chiamata anche cicala di mare, ma con questo nome viene chiamato appropriatamente un’altro crostaceo, più raro e più pregiato della canocchia e degli stessi scampi. Questo è simile nella forma e nel colore ad un’aragosta, infatti gli inglesi la chiamano small european lobster.

Cicala di Mare Scyllarus arctus Foto di Liné1

La cicala di mare è un crostaceo di mare tanto raro quanto pregiato. Le sue carni sono addirittura considerate più prelibate di quelle dell’aragosta.

La presenza nei mari della cicala di mare è in continua diminuzione a causa della pesca intensiva e dell’inquinamento. La sua cattura è consentita con le nasse, ma vietata per mezzo della pesca in apnea. Attività di bracconaggio che purtroppo si svolge in immersione notturna con l’ausilio di autorespiratori e torce subacquee.

Esiste anche una cicala di grandi dimensioni, che può arrivare anche a 45 cm di lunghezza, anziché i 15 cm della comune cicala di mare. Questa, appartenente allo stesso genere biologico, ma alla specie latus, è chiamata volgarmente zoccola, ed è altrettanto pregiata.

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