Spaghetti col Matarocco: Un’esplosione di sapori siciliani.

Una pastasciutta estiva semplicissima e facilissima da preparare., ma ricca di gusto, che racchiude l'essenza della cucina siciliana. Un piatto dai sapori freschi e genuini ideale per una velocissima spaghettata con gli amici.

Gli spaghetti col matarocco sono un primo piatto tipico della cucina marsalese, fresco e facile da preparare. Matarocco è il nome con cui nel comune lilibetano è diffusa una salsa fatta con i formidabili prodotti agroalimentari del territorio: dolcissimi pomodori maturi coltivati nelle campagne tra Birgi e Marsala, aglio rosso di Nubia, basilico e profumatissimo olio extravergine d’oliva della valle del Belice. Pochi e semplici ingredienti naturali e in pochi minuti è pronto.

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Matarocco, non solo condimento per la pasta.

Il matarocco viene usato, oltre che per condire la pasta, anche per accompagnare carni e pesci alla brace, o per condire le bruschette. Per i marsalesi è uso comune consumare gli spaghetti col Matarocco insieme a del pesce fritto. Minuli, suaredddi, vopi e pisci i Ré dello Stagnone sono un “rinforzo” molto apprezzato e insieme agli spaghetti costituisce un tipico piatto unico fresco, gustoso e nutriente.

Il matarocco era all’origine una sorta di zuppa fredda di antica tradizione contadina, nata per essere consumata nelle giornate di caldo torrido, ma soprattutto per riutilizzare il pane raffermo. Questo veniva ammorbidito in questa zuppa fredda evitando così insostenibili sprechi alimentari.

Nella città di Trapani questa zuppa casalinga, aggiunta di pane secco, è nota col nome di salamureci. Oggi i piatti no-spreco della cucina contadina come questi sono per fortuna rivalutati e nonostante il benessere abbia sostituito questo piatto povero con pietanze più ricche, è oggi un apprezzato antipasto grazie ai ristoratori trapanesi che lo propongono nei loro menu ai turisti che visitano la città.

Origini del matarocco.

Nonostante si pensi che l’origine di questo condimento sia marsalese e che il suo nome derivi dalla Contrada Matarocco, una delle 103 appartenenti al territorio della città di Marsala, questa è conosciuta e apprezzata in tutti Comuni della provincia trapanese dove è chiamata con diversi nomi a seconda dei luoghi, tra cui: “ammogghiu”e “agghia pistata”.

Alcuni attribuiscono l’origine del nome matarocco al termine Maya “mato”. Popolazione che a quanto pare con il nome “matalocco” indicava un’insalata di pomodoro, ma di questo non abbiamo trovato riscontri precisi. Noi crediamo invece che l’origine del nome abbia radice nella lingua spagnola e precisamente nel verbo matar cioè ammazzare. Nella lingua siciliana sono comuni parole derivanti da questo termine spagnolo come “mazzuliari” o “mattariari” e infine frasi minacciose come “ti fazzu a mataroccu”, cioè ti riduco in poltiglia. Dopotutto il tributo all’efferatezza dei colonizzatori spagnoli non è del tutto fuori luogo.

È dopo la cruenta conquista dei territori mesoamericani a opera del conquistadores Hernán Cortés che il pomodoro giunse nel Sud dell’Italia e le prime ricette con questo ingrediente nuovo sono delle cucine campana e siciliana. Mentre nel resto d’Italia e in Europa la pianta del pomodoro era coltivata per uso ornamentale, in Sicilia divenne presto una risorsa agricola importante, grazie al clima ideale per la sua coltivazione. Detto questo non c’è dubbio che il matarocco sia un piatto contadino le cui origini si perdono nella notte dei tempi.

Matarocco e pesto alla trapanese, perché sono diversi?

Il matarocco frequentemente viene confuso con il pesto alla trapanese, condimento questo più recente rispetto la più arcaica ricetta del matarocco. Il pesto trapanese, pare sia nato dall’unione del matarocco con il pesto ligure. Dopotutto non c’è da stupirsi visto che la cucina trapanese ha molto a che vedere con quella genovese, soprattutto se si tiene conto degli intensi rapporti commerciali che univano le due città nel secolo scorso. La storia delle “genovesi di Erice” è indicativa in questo senso.

Se i liguri usavano, e usano, i pinoli nel loro pesto, a Trapani è la mandorla a farla da padrona. In sostanza: metti delle mandorle tritate nel matarocco ed hai l’agghiata trapanisa!

La ricetta degli spaghetti col matarocco.

La ricetta degli spaghetti col matarocco può variare leggermente da famiglia a famiglia, ma a prescindere la bontà del piatto dipende esclusivamente dalla qualità degli ingredienti. La sua particolarità sta in particolare nell’impiego dell’Aglio rosso di Nubia, una piccola frazione del comune di Paceco vicino alle saline di Trapani. Questa varietà di aglio è nota per il suo contenuto elevato di allicina (circa 73mg per grammo).

Completano la lista degli ingredienti:

  • un olio extravergine di oliva di altissima qualità come quello prodotto nei comuni della Valle del Belice;
  • basilico e pomodoro coltivati negli orti tra Paceco e Marsala.

Si tratta di prodotti agricoli esclusivi del territorio della provincia di Trapani, ma a loro posto si possono impiegare delle alternative locali purché siano di ottima qualità.

Inutile dire che la preparazione nonostante sia semplice non prescinde dall’osservare degli elementi fondamentali, primo fra tutti l’uso del mortaio per ridurre l’aglio a una poltiglia con cui insaporire il pomodoro, quindi niente mixer e frullatori!

Preparazione 7 minuti
Cottura 8 minuti
Tempo totale 15 minuti

Pasta cu matarocco

di Biagio Barraco
Una pietanza diffusa in tutto il trapanese che prende il nome di una delle 103 contrade della città di Marsala, dove il piatto pare sia nato.
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PortataPrimo piatto
DifficoltàBassa
Porzioni 4 persone
Calorie a porzione 358 kcal

I dati sono forniti al solo scopo informativo e non sostituiscono la consultazione di un medico o di un professionista qualificato. In particolare: il dato delle calorie non è da ritenersi un consiglio alimentare o nutrizionale, i valori indicati sono puramente indicativi; si prega di consultare le etichette degli alimenti per informazioni su allergeni e intolleranze.

Attenzione agli allergeni presenti.

Ingredienti

Istruzioni

  • Metti una piccola pentola con dell'acqua sul fuoco per portarla a ebollizione.
    Elimina il picciolo dai pomodori e lavali per bene tenendoli a bagno con acqua fredda per 15 minuti. Incidili alla base con un taglio a croce
  • Appena l'acqua bolle tuffaci dentro per due minuti i pomodori. Adesso saranno pronti per essere pelati con facilità.
    Rimuovi la loro pelle e tagliali a pezzetti piccoli. Quindi mettili a scolare dentro un colapasta.
  • Monda l'aglio e pestalo in un mortaio insieme a un po' di sale grosso e un cucchiaio di olio. Dovrà diventare una crema.
  • Aggiungi l'aglio pestato ai pomodori, quindi lava il basilico e sminuzzalo a mano per aggiungerlo al condimento insieme all'olio rimasto e un po' di pepe.
  • Scola la pasta al dente e condiscila col matarocco. Tradizionalmente questo piatto si accompagna con una frittura di pesce.

Vini consigliati.

Con gli spaghetti col matarocco, data la loro semplicità e freschezza, consigliamo un vino bianco del territorio siciliano, leggero e aromatico:

  • Grillo: un vitigno autoctono siciliano che regala vini freschi e minerali, con note di agrumi, fiori bianchi e frutta a polpa bianca. Perfetto per esaltare i sapori del matarocco senza sovrastarli.
  • Inzolia: un altro vitigno autoctono siciliano, caratterizzato da profumi floreali e fruttati, con note di mela, pera e agrumi. Un vino elegante e armonico che si sposa bene con la delicatezza del piatto.
  • Catarratto: ancora un vitigno siciliano versatile che produce vini freschi e sapidi, con note di pesca, melone e mandorla. Un’ottima scelta per chi cerca un vino dal gusto deciso ma equilibrato.

Conclusione.

La cucina siciliana è un trionfo di sapori e tradizioni, dove ogni piatto racconta una storia e custodisce un legame profondo con la terra. Tra le tante ricette che costellano l’isola, gli spaghetti col matarocco rappresentano un’eccellenza semplice e genuina, perfetta per celebrare i sapori dell’estate.

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3 commenti su “Spaghetti col Matarocco: Un’esplosione di sapori siciliani.”

  1. Pingback: Pesto alla siciliana. - Quelli della Ratatouille

  2. Pingback: el pesto alla trapanese, un pesto siciliano con identidad propia | Mi Europa SABE a Mediterráneo

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