Pasta con i tenerumi

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La pasta con i tenerumi, o meglio “a pasta chi tinnirumi” è un piatto classico della Cucina Palermitana, una vera stranezza culinaria, trattandosi di una minestra calda che si consuma in estate. Quello che appare a molti un controsenso incomprensibile è in effetti un piatto a cui un palermitano vero non saprebbe mai rinunciare, nemmeno se ci fossero 40°C all’ombra.

Pasta con i tenerumi, un controsenso culinario.

In effetti l’attaccamento e la dedizione alla pasta con i tenerumi è uno degli elementi distintivi del Palermitano Doc. Il palermitano verace volentieri si sottopone a quella che si potrebbe tranquillamente definire una vera e propria prova di coraggio 🙂 . In Estate, quando il sole isolano porta la temperatura intorno ai 40°C, gustare un piatto di pasta con i tenerumi è da temerari, tanto che alla fine non sono nemmeno pochi quelli che trovano più piacevole gustare fredda questa minestra.

Ti confesso che anch’io, da buon palermitano, amo gustare questa delizia caldissima e la mangio con piacere, noncurante della abbondante sudorazione che questa inevitabilmente provoca. Il controsenso culinario della minestra estiva esprime perfettamente il carattere contraddittorio di noi palermitani, ma anche la nostra natura indifferente. Per dirla con una frase dialettale che esprime la totale indifferenza nei confronti di qualcuno o qualcosa, a noi “un ci fa nè cavuru nè friddu“, (non ci importa nulla) in tante occasioni della vita, figuriamoci che può essere una minestra caldissima mangiata in una giornata estiva altrettanto calda!

Quanto ho detto trova riscontro nel fatto che questa non è l’unica prova di coraggio culinaria estiva a cui ci si sottopone nel Capoluogo dell’Isola, esiste un’altra minestra estiva non meno interessante di questa: la pasta cà fasola ‘ncirata. Anche questa merita un’attenzione particolare!

Cosa sono i tenerumi?

Spiegare però cosa siano i tenerumi a chi non è Palermitano non è cosa semplice. Tuttavia, tenterò ugualmente di svelare il segreto di questi “misteriosi tenerumi”.

Questi non sono altro che i germogli e le foglie della pianta di una particolare varietà di zucchine, che come si può comprendere dallo stesso nome, sono molto teneri e di sapore delicato. Si raccolgono dalla pianta della zucchina serpente, un tipo di verdura poco conosciuta impiegata quasi esclusivamente nella cucina Palermitana.

Le foglie hanno una consistenza che ricorda vagamente un pezzo di flanella. Per questa sua caratteristica è uso chiamare questa minestra affettuosamente anche “pasta chi piezzi”. In dialetto la parola “piezzi” indica proprio i piccoli ritagli di stoffa a cui le foglie somigliano. Similitudini a parte, il gusto di queste verdure è veramente buono, ed il profumo invitante.

Origini del piatto.

È un piatto particolare apprezzato non in tutta la Sicilia, anzi generalmente queste foglie vanno buttate via. Si tratta quindi di un piatto povero di chiara derivazione contadina, della “cucina di sopravvivenza” che nei periodi di magra sfruttava ogni parte commestibile di piante e animali.

La pianta produce delle zucchine chiare e lunghe dette comunemente friscarelle. Queste sono molto tenere e la loro lunghezza può arrivare anche a un metro e mezzo. Se hai la possibilità di coltivare alcuni esemplari nel tuo orto le sementi di questa pianta le puoi trovare su Amazon. Le foglie e i germogli teneri per la minestra vengono raccolti da giugno fino a metà ottobre.

A quanto pare l’utilizzo dei tenerumi per condire la pasta ha le sue origini nel ragusano, ma certamente è a Palermo che il piatto si è evoluto trasformandosi, da piatto povero realizzato con gli scarti della pianta, in una specialità gastronomica. I tenerumi si consumano quasi esclusivamente a Palermo, mentre nel resto dell’isola viene consumata la sola zucchina, la quale in verità non ha particolari proprietà organolettiche.

Pasta con i tenerumi, la ricetta.

La pasta con i tenerumi, essendo un piatto della cucina popolare, raramente si trova nei menù dei ristoranti. Infatti è una preparazione casalinga la cui ricetta è estremamente semplice, ma per la riuscita del piatto occorre eseguirla fedelmente.

La mia ricetta, come da tradizione di casa prevede l’uso degli spaghetti spezzettati, cotti nella stessa acqua dove sono stati lessati i tenerumi. Anche se più tradizionale sarebbe l’impiego della margherita spezzata. La pasta è poi condita con il picchio – pacchio”, un curioso nome che identifica una salsa fatta con pomodoro pelato, olio e aglio abbondantissimo. Per finire la “firma di casa” così come faceva mia nonna: l’aggiunta a fine cottura di caciocavallo ragusano stagionato tagliato a pezzetti.

Pasta con i tenerumi

Biagio Barraco
Un piatto molto amato dal Palermitano verace, ricco di vitamine e sali minerali, una vera bontà!
4.94 da 15 voti
Preparazione 30 minuti
Cottura 45 minuti
Tempo totale 1 ora 15 minuti
bollire o lessare
PREPARAZIONE Facile
STAGIONE MIGLIORE estate
Ingredienti per4 persone
Primo piatto

Ingredienti

Istruzioni

  • Prendi i germogli e le foglie più tenere dei tenerumi. Quindi lavali per bene tenendoli per 30 minuti in acqua fredda con un cucchiaio di bicarbonato. Intanto che trascorre questo tempo puoi preparare gli altri ingredienti a cominciare dalla zucchina che va pelata e tagliala a tocchetti molto piccoli.
  • Pela anche i pomodori e taglia anch'essi in piccoli pezzi. Taglia il caciocavallo a dadini piccoli, quindi monda l'aglio e taglialo a fettine sulla lunghezza dello spicchio.
  • Sciacqua i tenerumi per bene sotto acqua corrente e lessali in abbondate acqua salata. Impiegherai almeno 30 minuti. A metà cottura ricorda di aggiungere la zucchina.
    Intanto che i tenerumi cuociono, in un 'altra pentola prepara la salsa picchio pacchio. Fai rosolare nell'olio d'oliva l'aglio tagliato a fettine. Quando si sarà imbiondito aggiungi il pomodoro. Aggiusta di sale e lascia cuocere per 15 minuti.
  • Raggiunta la cottura dei tenerumi, aggiungi ad essi la pasta e lascia cuocere per 6 minuti circa. Poi aggiungi la salsa picchi pacchi alla minestra e lascia cuocere fino a cottura definitiva della pasta.
    Un minuto prima di impiattare aggiungi il caciocavallo in pentola. Mescola bene, ma tieni conto che questo deve rimanere consistente, cioè non deve sciogliersi del tutto.
Allergeni presenti
Glutine
Latticini

Valori Nutrizionali

Serving: 185gCalorie: 382kcalCarboidrati: 46gProteine: 19gGrassi Totali: 13gSodio: 37mgZucchero: 6g
Keyword minestra
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13 Commenti

  1. ‘NKIAAAA CHE BUONAAA !!!!!
    Classico piatto da mangiare in una insalatiera ??bella cavuraaaa e piena di caciocavallo a pezzi con olio e un pizzico di peperoncino ?
    Grande Chef Biagio !5 stars

  2. Mi vedo costretta ad apportare delle varianti perchè qui i tenerumi non si trovano. _Magari con zucchine romanesche e i loro fiori si potrebbe raggiungere un buon risultato anche se sicuramente inferiore all’originale. Ti terrò informato5 stars

    • Decisamente il risultato è diverso … non so dirti se migliore o peggiore, ma se tu hai un giardinetto puoi sempre comprare i semi della zucchina serpente, la sua coltivazione è semplice anche in balcone 😉

  3. Veramente una ricetta squisita. Ci sta bene un tocco di peperoncino e preferisco ridurre di un terzo la pasta perché resti una minestra.
    Bravo Biagio!
    PS confermo che la coltivazione è facile e il raccolto abbondante. Saluti da Trento!

    • Grazie Fulvio per il complimento, ma soprattutto grazie per averla provata e persino scelto di coltivare la zucchina serpente. Una “siciliana” che cresce bene a tutte le latitudini. Saluti da Palermo 🙂

  4. I tenerumi sono patrimonio siciliano da sempre, non solo a Palermo! In provincia di Catania si sono sempre coltivati, e la ricetta della mia bisnonna a sua volta appresa da nonni e bisnonni di Troina (EN) è un capolavoro, quindi scrivere che è una ricetta palermitana è sbagliato!

    • Cara Elisa è probabile che tu abbia letto frettolosamente il mio post. Ho scritto che i tenereumi sono un prodotto agricolo di tutto il territorio isolano e che la consuetudine di cucinare e consumare le foglie della zucchina serpente fa parte della cucina economica contadina (quindi tutta la Sicilia). Ho scritto anche che col tempo la ricetta della pasta con i tenerumi è divenuta una specialità gastronomica palermitana, ma questo non lo dico io, lo dicono storici e gastronomi di livello. Aggiungo che, essendo una tradizione radicata nei costumi e negli usi dell’intera città (non c’è massaia che in estate non la prepari), probabilmente è per questo che viene considerata (la pasta con i tenerumi) una specialità tipica palermitana. In effetti alcuni elementi della ricetta, come l’aglio soffritto e la salsa pic pac risalenti alla cucina judaica palermitana del 1200, lasciano intuire questa origine. Detto questo, non è impossibile che fuori la città di Palermo si prepari un piatto simile altrettanto buono.

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