Pane votivo di San Giuseppe.

Il pane, simbolo della festa di San Giuseppe, a tavola non può certo mancare!

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Il pane votivo di San Giuseppe è una tradizione molto antica e sentita in Sicilia. Se a Palermo ancora oggi i fornai realizzano per la festa dei panini profumati con semi di finocchio da consumare dopo essere stati benedetti, in diversi comuni dell’Isola, i pani votivi per decorare gli altari e le “cene di San Giuseppe” di certo sono una tradizione culturale mai dimenticata.

San Giuseppe, patrono dei falegnami e degli artigiani, e anche protettore dei poveri, venne festeggiato per la prima volta dai monaci benedettini nel lontano anno 1030. Fu Papa Gregorio XV a canonizzare la festa solo più tardi, nel 1621.

Ricordi della festa di San Giuseppe.

Ricordo quando ero bambino il 19 marzo era un giorno festivo segnato in rosso nel calendario (la legge del 5 marzo 1977 n. 54 abolì poi questa festività).

Il pane benedetto, simbolo per eccellenza della festa di San Giuseppe, quel giorno a tavola non poteva certo mancare. Era la Nonna Graziella che se ne occupava di distribuirlo in famiglia. Quel giorno organizzava a casa una festa pari a quella del Natale. “I Giuseppi” eravamo tanti, il nonno, papà, la zia ed io stesso che lo porto di secondo nome.

Immagine di pubblico Dominio

Di quel giorno ricordo in particolare, oltre i tantissimi manicaretti che nonna preparava, la festa che si svolgeva nel quartiere con la mensa dei poveri. Una lunghissima tavolata al centro della piazza alla quale erano invitati “gli ultimi”, i più poveri.

Vampa di san Giuseppe alla Kalsa, Palermo 2019 – Di Marta Mussolin – Opera propria, CC BY-SA 4.0

Mi ricordo di una tovaglia bianca che il vento faceva svolazzare, di facce sporche, di barbe e capelli poco curati, di tegami colmi di favi a cunigghiu, del parroco che veniva a benedire il pane della mensa, di quantità industriali di pasta con le sarde e delle buonissime sfinci offerte dal bar all’angolo della piazza.

Ricordo anche le vampe (i falò) della sera prima, organizzate fra gli incroci e i cortili della borgata, del chiasso di noi bambini, delle mani rassicuranti di mio padre che mi teneva lontano dalle fiamme.

Il giorno di San Giuseppe a Palermo era anche questo!

Storia e origini dei festeggiamenti di San Giuseppe.

La Festa di San Giuseppe, oggi convertita in una commercialissima Festa del Papà, rimane una ricorrenza molto importante in tutta Italia e in Sicilia in particolare.

Nell’isola il breve inverno non si prolunga oltre il mese di febbraio. Le processioni con le candele accese nel giorno della Candelora annunciano l’approssimarsi della primavera e dei festeggiamenti di San Giuseppe.

Tra sacro e profano.

Nella religiosità più arcaica il passaggio all’equinozio di primavera avviene attraverso le fiamme che avvolgono e distruggono tutto ciò che angoscia e affligge. Quella dei falò è un’usanza pagana che risale ai riti di purificazione agraria con i quali si celebrava l’arrivo della primavera e si propiziava la buona annata per la raccolta nei campi. Il 19 marzo, il giorno di San Giuseppe, la tradizione pagana si intreccia con quella cristiana.

Una tavolata di San Giuseppe a Valguarnera Caropepe – Di Melo81 di Wikipedia in italiano, CC BY-SA 3.0

Le Vampe che illuminavano le notti con un rito millenario, ormai sono vietate dai Sindaci delle città e quelle accese da qualche “devoto disubbidiente” vengono prontamente spente dai Vigili del Fuoco, ma nella mia città ancora si usa invitare i poveri al banchetto di San Giuseppe.

È soprattutto nei centri agricoli dell’hinterland isolano, che sopravvivono alcune importanti tradizioni legate ai festeggiamenti di San Giuseppe.

Pane votivo di San Giuseppe
Foto della ricetta per gentile concessione di Giovanna Bascio

Il pane votivo di San Giuseppe.

In alcuni paesi è ancora usanza preparare il pane votivo di San Giuseppe, un pane tipico decorativo che si utilizza per adornare non solo le tavole delle case, ma anche gli altari delle chiese e le cosiddette cene di San Giuseppe, degli altari in forma di banchetto allestiti nelle abitazioni dei fedeli che chiedono una grazia al Santo.

Un tempo si facevano le “promissioni”, cioè si chiedeva al Santo di “fargli la grazia” per una particolare afflizione e si prometteva in cambio di realizzare in suo onore un altare votivo addobbato con i pani decorativi. Qualcuno lo fa ancora e la tradizione sopravvive in molti comuni siciliani.

Pane votivo di San Giuseppe
Cene di San Giuseppe – Salemi
Cene di San Giuseppe – Salemi

A Scicli come a Salemi, solo per citare i più conosciuti, gli altari e il pane votivo di San Giuseppe sono una tradizione mai dimenticata.

In particolare la festa dei pani del comune trapanese di Salemi, è stata riconosciuta come bene dell’umanità, dell’Unesco e recentemente inscritta nel Registro Eredità Immateriali (REI) istituito presso il Dipartimento Regionale Beni Culturali e dell’Identità siciliana.

La ricetta del pane di San Giuseppe.

La ricetta del pane votivo di San Giuseppe che leggi in questo articolo è quella che ci ha donato la nostra esperta in impasti e paste decorative, Giovanna Bascio.

Ogni anno Giovanna rinnova la tradizione delle “cene di San Giuseppe” della sua Campobello di Mazara, un comune poco distante da Salemi, con questi bellissimi pani decorativi.

Pane votivo di San Giuseppe
Foto della ricetta per gentile concessione di Giovanna Bascio

Pane votivo di San Giuseppe.

Biagio Barraco
Il pane simbolo della festa di San Giuseppe, a tavola non può certo mancare!
5 da 1 voto
Preparazione 30 minuti
Cottura 35 minuti
Lievitazione 1 ora 20 minuti
Tempo totale 2 ore 25 minuti
cuocere in forno
PREPARAZIONE Media Difficoltà
STAGIONE MIGLIORE primavera
Ingredienti per1 pane
Impasti e lievitati

Ingredienti

Istruzioni

Realizzazione dell’impasto

  • Metti la farina nel boccale della planetaria e aggiungi il malto e il lievito, questo dopo averlo sciolto due minuti prima in poca acqua tolta dal totale.
    Aziona la planetaria a velocità media per 10 minuti, quindi aggiungi lo strutto ammorbidito e il sale. Fai andare per altri 10 minuti la planetaria e non appena l'impasto è ben incordato lavoralo per un minuto a mano sull'asse di legno per formare una palla.
    Con un coltello affilato, incidi una croce al centro del panetto e trasferiscilo in una ciotola dotata di coperchio ermetico.

Formatura del pane

  • Fai lievitare per 60 minuti, trascorsi i quali taglierai l'impasto in tre porzioni lasciando un pezzetto da parte per le decorazioni. Lavora ogni pezzo di pasta con le mani per ottenere tre grossi grissini, quindi inizia a formare con questi una treccia da chiudere ad anello.
  • Stendi il pezzo di pasta tenuto da parte e forma delle strisce piccole da arrotolare per ottenere una rosa, (puoi usare anche delle formine per biscotti).
    Taglia delle foglioline e con i ritagli rimasti forma un fiocco.

Decorazione del pane.

  • Sistema le rose formate con l'aiuto di un coltellino, posiziona anche le foglie e sistema il fiocco nella parte centrale in basso.
    Sbatti l'uovo con il latte e con questa miscela spennella la superficie del pane. Infilza qualche chiodo di garofano sia nella parte centrale delle rose che al centro del fiocco e sulla treccia.
  • Cospargi il pane con una quantità abbondante di semi di sesamo.

Cottura del pane.

  • Sistema il pane dentro una teglia foderata di carta da forno e lascialo riposare 20 minuti. Intanto preriscalda il forno (modalità statica) a 200°C.
  • Inforna il pane, sarà pronto dopo per 35 minuti di cottura.
Allergeni presenti
Glutine
Latticini
Sesamo
Uova

Valori Nutrizionali

Serving: 100gCalorie: 325kcalCarboidrati: 54gProteine: 9gGrassi Totali: 7gSodio: 629mgZucchero: 2g
Keyword pane
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