La frittedda alla palermitana

Dall’antica cucina palermitana un sostanzioso piatto vegano che celebra la primavera.

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Tempo di lettura: circa 1 min.


La “frittedda” è una specialità vegetariana, anzi vegana, della cucina palermitana. Questa è conosciuta e preparata anche in altre province dell’isola, dove esistono delle varianti che si discostano un po’ da quella del capoluogo siciliano.

Fritteda, di cosa si tratta?

La “frittedda” è un piatto che sa di primavera che si prepara con fave, piselli, cipollotti novelli e carciofi. Una volta si preparava esclusivamente quando questi ortaggi freschi erano disponibili all’inizio della stagione ancora piccoli e tenerissimi. Per tradizione i palermitani la cucinano per la prima volta durante l’anno in occasione della festa di San Giuseppe. In occasione della prima festa di primavera si prepara anche la famosissima pasta con le sarde e i sfinci di San Giuseppe.

Malgrado oggi si possa preparare in tutti i periodi dell’anno, grazie ai prodotti surgelati, per una buona e autentica frittella alla palermitana, rimane condizione essenziale quella di usare esclusivamente ingredienti freschi e di stagione!

Come si prepara la frittedda e perché si chiama così.

A dispetto del nome, le verdure che compongono questo piatto, non sono fritte, ma stufate in un largo tegame con abbondante olio extravergine d’oliva. Questa è la procedura che usava mia nonna prima e mia madre dopo di lei, entrambe palermitane DOC. Probabilmente il nome frittedda, che ovviamente non significa né frittella né frittata, deriva da questo tipo di cottura in olio.

frittedda

Sono a conoscenza di altri tipi di piatti di questo tipo conditi in maniera diversa a seconda della diversa località. C’è chi utilizza il finocchietto di montagna, chi la mentuccia, chi l’agrodolce, ma quella che è una delle ricette più antiche della cucina palermitana prevede come condimento unicamente olio di oliva. Questo deve essere di qualità e in quantità che qualcuno potrebbe definire eccessive. Tuttavia questa versione, a dispetto di quelle light postume, forse più sane ma di certo meno gustose, è quella che una volta veniva servita in taverna con tantissimo pane e tantissimo vino. Un piatto da mangiare tiepido, decisamente sostanzioso al punto che si può consumare come cena, oltre che in porzioni assai più modeste come antipasto, o contorno.

Frittella Palermitana

di Biagio Barraco
5 da 1 voto
Dall’antica cucina palermitana un sostanzioso piatto vegano che celebra la primavera.
Preparazione: 35 minuti
Cottura: 40 minuti
Tempo totale: 1 ora 15 minuti

€ 15,00
Antipasto, Contorno, Secondo piatto
facile

Utensili suggeriti


Porzioni: 4 persone

Ingredienti

Istruzioni

  • Sbuccia le fave e i piselli, lavali per bene e poi scolali.
  • Togli ai carciofi le foglie esterne, taglia la punta di circa 3 cm e tagliali a metà. Se presente togli la barbetta. Taglia le metà dei carciofi a fettine non troppo sottili e mettili in una ciotola piena di acqua e il succo del limone.
  • In un tegame aggiungi l’olio e fai appassire appena i cipollotti tagliati finemente. Aggiungi i carciofi e falli rosolare nell’olio, quindi aggiungi i piselli e le fave.
  • Lascia stufare a fuoco basso aggiungendo un pochino d’acqua e un pizzico di sale. Cuoci con il coperchio sul tegame per circa 30 minuti.
  • Alla fine macina dentro il tegame con la frittella del pepe nero. Lascia intiepidire prima di servire.
Calorie: 350kcal
carciofi, fave, piselli
Tradizionale Siciliana
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