La cucina amata da Montalbano

Scegliere tra i piatti di cucina siciliana, e non solo, di cui il celebre Commissario Montalbano è un vero appassionato non è stata cosa semplice: dalla pasta ‘ncasciata, ai cannoli, alla pasta col nero della seppia … c’è l’imbarazzo della scelta. Qui ho indicato quelle che tra le mie ricette sono citate nei romanzi di Andrea Camilleri, ma anche quelle che in qualche modo hanno relazione con esse. Quali proverai di queste?

Polpo alla Luciana
Una pietanza tipica campana che deve il suo nome ai pescatori della borgata marinara Santa Lucia di Napoli, di cui era nota la loro abilità nel cuocere in modo semplice, ma saporito, il pescato rimasto invenduto.
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Tonnarelli alla busara
I Tonnarelli alla busara è un primo piatto di pasta condita con una zuppa di crostacei, tradizionale della cucina triestina. La "busara" è una preparazione in umido poco brodosa che si prepara principalmente con gli scampi.
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Farcitura al burro per rosticceria palermitana
Una salsa besciamella compatta a cui sono aggiunti prosciutto e mozzarella, utilizzata per farcire le arancine.
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Pasta chi vruocculi arriminati
Pur non avendo tra i "forestieri" la stessa notorietà della pasta con le sarde, quella chi vruocculi arriminati è un primo piatto di largo consumo a Palermo. Molto frequente nella cucina casalinga.
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Uno dei motivi che hanno reso il commissario Montalbano tanto amato dal pubblico non è certo la sua brillante capacità investigativa, ma la sua umanità, l’essere un uomo come tanti ce ne sono, un uomo dedito al buon cibo e alle belle donne.

Nei romanzi di Andrea Camilleri, di cui il commissario Salvo Montalbano è il personaggio principale, sono numerose le descrizioni di pietanze di ogni tipo, e non poteva che essere così. Lo scrittore siciliano pare si sia ispirato per i suoi scritti ai racconti dello scrittore catalano Manuel Vázquez Montalbán. In questi è protagonista il detective privato Pepe Carvalho, anche lui come il nostrano commissario, uomo dedito ai piaceri della tavola. Camilleri, però, ha avuto dalla sua la fortuna di nascere in Sicilia, una terra in cui la cultura culinaria e fra le più antiche e ricche del Mediterraneo.

Montalbano ricette

Così lo scrittore di Porto Empedocle, probabilmente senza volerlo, ha fatto del personaggio Montalbano l’ambasciatore della cucina siciliana nel mondo, grazie al successo dei suoi racconti e degli sceneggiati televisivi tratti da essi.

Quella di  Salvo Montalbano non è solamente passione per la buona tavola, non si tratta di riempire la pancia, ma di nutrire lo spirito. Il commissario preferisce mangiare da solo nel totale silenzio!

Se mentre mangi con gusto non hai allato a tia una pirsona che mangia con pari gusto allora il piaciri del mangiare è come offuscato, diminuito.

Andrea Camilleri

Una precisazione è d’obbligo …

I piatti che mangia Montalbano con tanto gusto sono letteratura, lettere d’inchiostro su carta. Racconti sublimi che Camilleri sa incastrare abilmente tra un delitto e un indagine, ma passare ai fatti è altra cosa, cucinare quei piatti fantasiosi nella realtà è cosa assai diversa. Non rimanere perplesso se talvolta troverai delle ricette (anche tra le mie) assai diverse da quelle, poche in verità, di cui Camilleri rivela qualche dettaglio. Un esempio?

Adelina ci metteva due jornate sane sane a pripararli. Ne sapeva, a memoria, la ricetta. Il giorno avanti si fa un aggrassato di vitellone e di maiale in parti uguali che deve còciri a foco lentissimo per ore e ore con cipolla, pummadoro, sedano, prezzemolo e basilico. Il giorno appresso si pripara un risotto, quello che chiamano alla milanìsa, (senza zaffirano, pi carità!), lo si versa sopra a una tavola, ci si impastano le ova e lo si fa rifriddàre. Intanto si còcino i pisellini, si fa una besciamella, si riducono a pezzettini ‘na poco di fette di salame e si fa tutta una composta con la carne aggrassata, triturata a mano con la mezzaluna (nenti frullatore, pi carità di Dio!). Il suco della carne s’ammisca col risotto. A questo punto si piglia tanticchia di risotto, s’assistema nel palmo d’una mano fatta a conca, ci si mette dentro quanto un cucchiaio di composta e si copre con dell’altro riso a formare una bella palla. Ogni palla la si fa rotolare nella farina, poi si passa nel bianco d’ovo e nel pane grattato. Doppo, tutti gli arancini s’infilano in una padeddra d’oglio bollente e si fanno friggere fino a quando pigliano un colore d’oro vecchio. Si lasciano scolare sulla carta. E alla fine, ringraziannu u Signiruzzu, si mangiano!

Andrea Camilleri – “Gli arancini di Montalbano”.

Se prepari delle arancine così come descritte nel romanzo a Palermo rischi il linciaggio 🙂 . Battute a parte onestamente non so in quale parte della Sicilia le arancine (o gli arancini come li chiama lo scrittore) si preparino così. Una cosa è certa in Sicilia le ricette della tradizione popolare variano di città in città, da quartiere a quartiere ed in molti casi da pianerottolo a pianerottolo!