Genovesi di Erice






In Sicilia le genovesi sono una golosa alternativa al tradizionale cornetto per la colazione. Non si può certo biasimare chi cede alla tentazione di consumare queste paste scottandosi la lingua. Sì proprio così, le genovesi di Erice in particolare, vanno consumate bollenti.

genovesi ericine

Le genovesi di Erice sono dei dolci tipici della cittadina medievale trapanese diffusi in tutta l’isola in diverse versioni e vanto della pasticceria tradizionale siciliana. Si tratta di piccole paste di frolla a forma di collinetta, spolverate di zucchero a velo e ripiene di delicata crema pasticcera.

Questo tipo di dolce esiste in diverse parti dell’isola. Benché siano tutti accomunati da forma simile, differiscono per guarnitura e ripieno. Esistono versioni con crema di ricotta, zuccata e gocce di coccolato; altre con crema gialla, con crema di latte e perfino ripiene di conserva di cedro. Nel palermitano si prediligono le farciture di crema gialla o di ricotta.

Le genovesi di Erice, assomigliano ad un’altra specialità della pasticceria siciliana le cosiddette minni di virgini. Un dolce tradizionale di Sambuca di Sicilia, diffuso e apprezzato anche nel palermitano.

Minni di virgini di Sambuca di Sicilia. Autore della foto Guzzman85

Lo stesso dolce a Catania, ricoperto di glassa e con una una ciliegia candita sopra, cambia il suo nome diventando minni di Sant’Agata. In buona sostanza sono tutti lo stesso tipo di dolce, infatti sono accomunati da origini simili. Le loro ricette provengono dai conventi di clausura che popolavano una volta il territorio siciliano.

Le genovesi di Erice, si distinguono da tutte le altre per la forma meno pronunciata e soprattutto per il ripieno fatto con una delicatissima crema pasticcera. Il connubio perfetto tra la fragranza della frolla e la “scioglievolezza” della crema. Effetto amplificato gustandole caldissime. Inusuale per un prodotto di pasticceria, ma assolutamente consigliato.

Origini delle genovesi di Erice.

Perché si chiamino così non è del tutto chiaro, ma pare che il nome derivi dai marinai genovesi. Questi, nel secolo scorso popolavano il porto di Trapani per via degli intensi scambi commerciali di questa città con Genova. Per la precisione il nome al dolce è stato dato per via della sua forma che ricorda proprio quella del cappello dei marinai genovesi.

La storia ci lascia comunque delle tracce più certe che non le tante fantasiose storie circa l’origine del dolce tipico di Erice.

Veduta della cittadina di Erice. Fotografia di Effems

Nel periodo tra il 1300 ed il 1500, molte delle famiglie nobili fecero edificare ad Erice oltre trenta chiese, come donazione al primogenito maschio che, come da tradizione, sarebbe divenuto prete. Chiese che col passare degli anni vennero donate alle suore. Tra queste il convento di San Carlo, fu affidato alle monache di clausura che, come le altre monache dei tanti conventi sparsi nell’isola, si dedicavano alla preparazione di dolci. Tra le preparazioni del convento figuravano, oltre ai mustazzoli, le famose genovesi.

Quando nella seconda metà del 1800 una legge apposita fece chiudere tutti i conventi, le ricette e i loro segreti gelosamente conservati dietro le mura della clausura divennero, con varie vicissitudini e non sempre facilmente, di dominio pubblico.

Genovesi di Erice di Maria Grammatico.

Non si può parlare della storia delle genovesi di Erice senza accennare alle vicende personali di Maria Grammatico, titolare della più antica pasticceria di Erice. La signora Maria Grammatico, avendo frequentato il monastero di San Carlo durante la sua infanzia particolarmente dura, potè “rubare”, come lei stessa racconta, i segreti della pasticceria che le monache erano restie a tramandare.

Carpiti tali segreti e sperimentando a sua volta quello che lei aveva avuto modo di spiare, la signora Maria uscita dal convento, intraprese la sua attività di pasticciera. D’allora ad oggi molti sono gli avventori, soprattutto turisti, che hanno potuto gustare le genovesi appena sfornate. Dolci che sono divenuti, anche grazie a questa storia, vanto della pasticceria siciliana.

La ricetta delle genovesi di Erice.

Poiché la signora Grammatico è persona generosa, diversamente dalle monache gelose dei loro segreti culinari, ha reso di pubblico dominio la ricetta delle genovesi. Io e mia moglie, da siciliani, non potevamo che apprezzare e provare a fare in casa le genovesi di cui ti mostro in questo post le foto e la ricetta.

genovesi ericine

Genovesi ericine

In Sicilia le genovesi sono una golosa alternativa al tradizionale cornetto per la colazione. Non si può certo biasimare chi cede alla tentazione di consumare queste paste scottandosi la lingua. Sì proprio così, le genovesi di Erice in particolare, vanno consumate bollenti.
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Preparazione: 20 minuti
Cottura: 10 minuti
Riposo: 30 minuti
Tempo totale: 1 ora
Portata: Dessert
Cucina: Tradizionale Siciliana
Keyword: genovesi di erice
Difficoltà: facile
Porzioni: 16 paste
Calorie: 185kcal
Costo approssimativo: € 8,00

Ingredienti

Per la pasta frolla

Per la crema

Istruzioni

  • Mescola le due farine insieme allo zucchero in una grande terrina. Aggiungi il burro tagliato a pezzetti e amalgama la farina al burro fino ad ottenere un composto granuloso simile alla sabbia.
  • Incorpora i tuorli uno alla volta, e aggiungi tanta acqua quanto basta affinché la pasta si compatti.
  • Versa la pasta su una superficie infarinata e forma con essa una palla. Quindi avvolgila con la pellicola e lasciala riposare in frigo per almeno 30 minuti. Intanto puoi procedere con la preparazione della crema gialla necessaria per la farcitura.
  • Sbatti i tuorli insieme allo zucchero con una frusta. Fai sciogliere l’amido in mezzo bicchiere di latte, e poi aggiungilo al latte rimanente, mescolando bene.
  • Versa il tutto lentamente nel tegame con i tuorli sbattendo bene con la frusta. Quindi fai cuocere a fiamma bassissima (non deve bollire), mescolando di continuo, per 10-12 minuti affinché il composto non diverrà denso come un budino. Incorpora la scorza grattugiata del ½ limone.
  • Versa la crema in una terrina e coprila con la pellicola in modo che questa tocchi direttamente sulla crema, quindi lascia raffreddare.
  • Accendi il forno e imposta la temperatura a 220°C. Intanto che il forno raggiunge la temperatura impostata fai con le mani dei bastoncini di pasta di due cm di diametro.
  • Taglia in pezzi lunghi 8 cm, e stendi ognuno con il matterello per formare rettangoli. Metti due cucchiai di crema su metà d’ogni rettangolo e ripiega l’altra metà premendo intorno ai bordi con le dita.
  • Taglia a cerchio con uno stampino rotondo o un bicchiere. Quindi adagia le paste su una teglia distanziandole tra loro un paio di centimetri.
  • Cuoci in forno per 7 – 10 minuti circa, cioè fino a quando le paste saranno appena dorate. Trasferiscile su una griglia e spolvera con zucchero a velo. Servile bollenti, son più buone!

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