Frittedda palermitana – Ricetta senza agrodolce

La fritteda palermitana è un piatto tipico della cucina del capoluogo siciliano, che si prepara con fave, piselli e carciofi freschi di stagione. Un piatto che si serve tiepido o freddo, come antipasto o come contorno, ma anche come straordinario secondo piatto vegano accompagnato da ottimo pane croccante.

La frittedda palermitana è una specialità vegana tipica della cucina stagionale del capoluogo siciliano, ma il piatto è conosciuto anche in altre province dell’Isola, dove esistono delle varianti che si discostano un po’ da quella palermitana. È un piatto che sa di primavera, si prepara con fave, piselli, cipollotti novelli e carciofi rigorosamente freschi. Nonostante questo piatto si possa preparare in tutti i periodi dell’anno, grazie ai prodotti surgelati, bisogna tenere conto che le nonne preparavano la frittedda palermitana esclusivamente all’inizio della stagione primaverile quando fave e piselli sono ancora piccoli e tenerissimi. Non è un caso se ancora oggi tradizionalmente i palermitani la cucinano in occasione della festa di San Giuseppe, cioè in occasione della prima festa di primavera, insieme alla famosissima pasta con le sarde e alle sfince di San Giuseppe.

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Frittedda palermitana senza agrodolce

Come si prepara la frittedda palermitana e perché si chiama così.

La frittedda è facile da preparare, richiede solo un po’ di pazienza per pulire e sbucciare le verdure che la compongono. Queste, a dispetto del nome, non vengono fritte, ma stufate in un largo tegame con abbondante olio extravergine di oliva, almeno questa è la procedura che usava mia nonna e mia madre dopo di lei, entrambe palermitane DOC. Probabilmente il nome frittedda, che ovviamente non significa né frittella né frittata, deriva da questo tipo di cottura in olio. Questo deve essere di qualità e in quantità che qualcuno potrebbe definire eccessive.

Frittedda palermitana senza agrodolce

Oggi la pietanza viene servita come contorno o come antipasto, ma una volta costituiva l’unico piatto della cena! Una pietanza ideale per essere consumato come secondo piatto, e vista la presenza importante dell’olio, insieme al pane indispensabile per il gustoso intingolo,

Questa versione, a dispetto di quelle light postume, forse più sane, ma di certo meno gustose, è quella che una volta veniva servita in taverna con tantissimo pane e tantissimo vino.

Trattoria ‘Ngrasciata a Palermo – Foto di Enzo Sellerio 1961 pubblicata su “Palermo Storica”

Altri tipi e altri modi di consumare la frittedda.

Altri piatti di questo tipo, conditi in maniera diversa a seconda della diversa località, esistono intutto il territorio siciliano. La variante più diffusa è quella che utilizza il finocchietto di montagna, come in quelle della provincia di Enna, o quella della sagra omonima che si svolge ad aprile nel comune palermitano di Isnello.

Alcune ricette riportano come palermitane delle versioni in agrodolce, ma quella che io conosco come una delle ricette più antiche della cucina popolare, prevede unicamente olio di oliva. Era abbastanza comune un tempo, utilizzare la frittella per condire la pasta, oppure consumarla insieme a della ricotta fresca, e ancora trasformala in una pietanza più sostanziosa buttandoci dentro delle uova. Si tratta di utilizzi abbastanza diffusi ancora oggi tra le massaie palermitane che non si sposano affatto con le versioni in agrodolce della pietanza, probabilmente postume.

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Preparazione 35 minuti
Cottura 40 minuti
Tempo totale 1 ora 15 minuti

Frittedda palermitana senza agrodolce

di Biagio Barraco
Dall’antica cucina palermitana un sostanzioso piatto vegano che celebra la primavera.
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PortataAntipasto / Contorni / Secondo piatto
DifficoltàBassa
Porzioni 4 persone
Calorie a porzione 352 kcal

I dati sono forniti al solo scopo informativo e non sostituiscono la consultazione di un medico o di un professionista qualificato. In particolare: il dato delle calorie non è da ritenersi un consiglio alimentare o nutrizionale, i valori indicati sono puramente indicativi; si prega di consultare le etichette degli alimenti per informazioni su allergeni e intolleranze.

Ingredienti

Istruzioni

  • Sbuccia i piselli, lavali per bene e poi scolali.
  • Monda le fave e "pizzicali", cioè privali dell'opercolo, quindi lava e scola anche queste. Infine affetta molto finemente i cipollotti.
  • Togli ai carciofi le foglie esterne, taglia la punta di circa 3 cm e tagliali a metà. Se presente togli la barbetta. Taglia le metà dei carciofi a fettine non troppo sottili e mettili in una ciotola piena di acqua acidulata col succo del limone.
  • In un tegame aggiungi l’olio e fai appassire appena i cipollotti tagliati in precedenza.
    Aggiungi i ai cipollotti i piselli e falli rosolare nell’olio.
  • Quando i piselli si saranno ammorbiditi, aggiungi le fave e lascia rosolare anche queste.
  • Aggiungi per ultimo i carciofi, lasciali rosolare fino a quando non si saranno insaporiti.
  • Aggiungi un pochino d’acqua e un pizzico di sale e lascia stufare a fuoco basso per circa 30 minuti, tenendo il tegame coperto. Alla fine aggiusta di sale se occorre e condisci con pepe nero.
    Lascia intiepidire la frittella prima di servirla.

Note

 
 

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