Quella del capone con cipolla in agrodolce è una ricetta della cucina popolare palermitana, una preparazione semplice dove le carni un po’ “asciutte” del capone, pesce di mare conosciuto col nome di lampuga, sono ammorbidite da una deliziosa salsa di cipolle stufate in agrodolce. Un condimento che rende gradevole questo pesce dal sapore caratteristico, anche ai palati più difficili.

Capone con cipolla in agrodolce

La lampuga (Coryphaena hippurus) è un pesce azzurro migratorio come il tonno. Benché rispetto al tonno sia meno noto, è un pesce molto diffuso nel Mediterraneo e conosciuto nelle diverse regioni italiane con tanti nomi diversi. Capone a Palermo, sfoderu a Catania, pauni a Messina, cataluzzo a Siracusa, pesce pappagallo a Pescara e lambuga in Sardegna.

Il capone ha carni molto gustose con un contenuto povero di grassi e ricche in proteine, sali minerali e vitamine. Indicatissime nelle diete ipocaloriche. Le ricette per cucinarlo sono tante, ma il capone con cipolla in agrodolce è una vera prelibatezza, soprattutto se lo lasci riposare per un paio di ore.

Valori nutrizionali del capone.

  • Energia (kcal) 100.00
  • Proteine (gr) 21.10
  • Lipidi (gr) 1.68
  • Carboidrati (gr) 0.00
  • Omega-3 0.42
  • Colesterolo (mg) 49.00

Pesca e reperibilità del capone.

Di questo pesce ne sono ricche tutte le coste siciliane. Nell’isola viene adottato un curioso metodo di cattura: la pesca d’ombra. In agosto i pescatori dispongono di un “battellino”, costruito con foglie di palma, che trainano al largo. Le lampughe, amano sostare sotto le zone d’ombra e quindi radunandosi sotto le foglie vengono catturare molto facilmente con le reti da circuizione.

Capone con cipolla in agrodolce

Capone con cipolla in agrodolce

Biagio Barraco
Un pesce azzurro dal sapore deciso diventa irresistibile grazie ad una u0022miracolosau0022 salsa agrodolce a base di cipolle.
5 da 3 voti
Preparazione 30 minuti
Cottura 52 minuti
Tempo totale 4 ore 22 minuti
PREPARAZIONE Facile
Ingredienti per6 porzioni
Pesci
Cucina palermitana

Ingredienti

Istruzioni

  • Sbuccia le cipolle e affettale finemente, quindi mettile in padella con l’olio di oliva e un pizzico di sale. Lasciale rosolare a fuoco medio per almeno 10 minuti mescolando di tanto in tanto.
  • Quando la cipolla è ben caramellata e di colore biondo, sfuma col vino bianco. Alza la fiamma e lascia evaporare l’alcol, quindi abbassa la fiamma aggiungi mezzo bicchiere d’acqua e lascia stufare per 15 minuti.
  • Quando il fondo si è ritirato completamente aggiungi l’aceto. Lascialo evaporare facendo cuocere le cipolle a fuoco medio fin quando l’odore dell’aceto si avverte meno. A questo punto aggiungi lo zucchero di canna, mescola rapidamente e spegni il fuoco (lo zucchero non deve caramellare). Metti da parte la salsa di cipolle a raffreddare completamente.
  • Intanto che la salsa si raffredda occupati della frittura del pesce. Lava e asciuga per bene tutti i pezzi di pesce, quindi infarinali e friggili in olio caldo a 160 °C pochi pezzi per volta. I pezzi di lampuga ben dorati vanno fatti sgocciolare su una griglia e poi asciugati sopra una carta da fritti e spolverati di sale.
  • Disponi il pesce su un piatto di portata e lascialo raffreddare, quindi ricoprilo con la salsa di cipolle. Spolvera con pepe nero macinato al momento e lascia riposare per due ore prima di servirlo a temperatura ambiente.

Valori Nutrizionali

Calorie: 430kcal
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Biagio Barraco

Arredatore e blogger con la passione per la cucina.

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3 Comments

  1. […] nome dialettale della lampuga. Un pesce che, tagliato in pezzi e fritto, viene solitamente condito con salse agrodolci per rendere le sue carni meno stoppose e più appetitose. Niente a che fare con la cucina […]

  2. […] tipica siciliana. I pesci, nelle sue varietà più economiche, sia che si tratti di un capone (lampuga) tagliato a pezzi, o di argentee vopi (boghe), o ancora di ‘nfanfari (pesce pilota), […]

  3. […] apparecchiare il pesce azzurro fritto è assai simile al saor. Basta guardare la preparazione del capone in agrodolce o del tombarello per coglierne le evidenti […]

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